UE. CAMISA: BENE VIA LIBERA CLAUSOLA SALVAGUARDIA. ORA LEVE STRUTTURALI PER LE PMI

“Accogliamo con favore il via libera da parte di Bruxelles alla clausola di salvaguardia richiesta dall’Italia. Si tratta di un’apertura fondamentale per il nostro tessuto industriale, da sempre fondato sul dinamismo delle Pmi manifatturiere, che oggi sta attraversando una transizione economica ed energetica di portata inedita”. Lo dichiara Cristian Camisa, Presidente Confapi e Vice Presidente European Entrepreneurs CEA-PME a proposito della decisione della Commissione europea di attivare la clausola di salvaguardia nazionale da parte dell’Italia per le spese su difesa ed energia.

“Usciti dalla fase acuta della pandemia – aggiunge – ci siamo scontrati con uno shock energetico senza precedenti, oggi continuamente riacceso dalle tensioni geopolitiche globali, non ultime quelle legate alla sicurezza delle rotte nello Stretto di Hormuz. I dati più recenti delineano un quadro di vera e propria emergenza: ieri, il PUN (Prezzo Unico Nazionale) ha superato la soglia critica dei 220 €/MWh, segnando uno stato di allerta per l’intero sistema. L’apertura europea ci permette ora di agire. Per questo motivo, in vista delle misure del Governo ci sono due priorità, concepite non come sussidi a pioggia ma come vere e proprie leve di politica industriale per le Pmi non energivore e in linea con le linee tracciate da Bruxelles. Si tratta del credito d’imposta “a cascata” per l’efficienza energetica e l’autoproduzione e dell’istituzione di un “Energy Release Pmi”.

Per Confapi oggi esiste una vasta ‘zona grigia’ formata da decine di migliaia di imprese manifatturiere che, pur avendo consumi elevatissimi e subendo un impatto rilevante sui costi, non raggiungono le soglie per accedere alle agevolazioni previste per i grandi energivori. Proponiamo di consentire a queste Pmi l’accesso a un contingente predeterminato di energia da fonti rinnovabili a prezzi stabilizzati. A fronte di questo beneficio, le imprese si assumeranno l’impegno a investire in nuova capacità rinnovabile o in efficienza energetica. Si tratta di un meccanismo di anticipazione e successiva restituzione dell’energia capace di mobilitare investimenti privati fondamentali sul territorio. Confapi chiede quindi strumenti strutturali: dobbiamo superare la logica obsoleta basata sui soli volumi assoluti di consumo e guardare alla reale esposizione economica delle nostre imprese. Solo con questi strumenti potremo garantire la tenuta del sistema produttivo manifatturiero, evitare il drammatico rischio di delocalizzazione e assicurare un futuro competitivo alla manifattura italiana nel mondo.

 

Fonte: Confapi