VALERIA TIRELLI RACCONTA AIDRO: INNOVAZIONE E MANIFATTURA ADDITIVA MADE IN ITALY

Dalle sponde del Lago Maggiore ai mercati globali. La storia di AIDRO racconta come la tradizione meccanica di Taino sia diventata avanguardia nel campo della manifattura additivaValeria Tirelli, alla guida della società, ha avuto il merito di reinventare l’oleoidraulica attraverso un’intuizione pionieristica. Quella che dieci anni fa era una scommessa, oggi è una realtà che permette all’azienda di Taino di confrontarsi a testa alta con i giganti del mercato. 

Radici solide, sguardo lontano 

L’avventura di AIDRO affonda le radici negli anni Ottanta, quando il padre di Valeria, Paolo Tirelli, dopo una lunga esperienza nel settore oleoidraulico, decide di mettersi in proprio e fondare la sua azienda. La scelta è da subito chiara: puntare dritto all’estero. «Mio padre vedeva nel prodotto italiano un valore immenso fatto di qualità e personalizzazione, doti cercate soprattutto in Europa», spiega Valeria. Oggi AIDRO vanta un fatturato generato per il 90% fuori dai confini nazionali, con clienti storici in Germania, Olanda e UK che si affidano all’azienda da oltre trent’anni. «Pochi, buoni e fidelizzati: è questa la nostra sintesi. Preveniamo le esigenze del cliente grazie a un legame di fiducia che dura da decenni». 

Contro il “si è sempre fatto così” 

Circa dieci anni fa, AIDRO decide di investire nella stampa 3D, su forte convinzione di Valeria.  Inizialmente usata per scopi interni, la tecnologia rivela presto un potenziale dirompente: produrre componenti per la gestione dei fluidi complessi e performanti in tempi record. «Siamo passati dai polimeri al metallo, portando in fiera le prime valvole stampate in 3D. Il mondo tecnico era tra lo scettico e l’incredulo». Valeria ricorda ancora lo stupore dei leader di mercato – tra cui il colosso tedesco Bosch – davanti a componenti che sfidavano il “si è sempre fatto così”. 

«Il cambiamento fa paura, soprattutto in un settore stabile da settant’anni. Abbiamo dovuto dimostrare, test alla mano, che i nostri pezzi stampati in 3D a metallo resistevano alle alte pressioni». Questa spinta ha aperto ad AIDRO le porte di mercati critici come l’Energy, l’Oil & Gas e l’Aerospace, portando l’azienda a ottenere la prestigiosa certificazione AS/EN 9100, lo standard d’oro del settore aerospaziale. 

UGO: “Less is more” 

Un esempio concreto di questa rivoluzione tecnologica è rappresentato dal manifold oleoidraulico UGO, progettato per l’impiego su macchine agricole per il controllo di cilindri e motori. Questo componente incarna perfettamente i vantaggi della stampa 3D: grazie alla libertà progettuale, il peso e le dimensioni sono stati ridotti del 50% rispetto alla manifattura tradizionale. L’ingegnerizzazione avanzata ha permesso di abbattere drasticamente il numero di parti necessarie, passando da 194 a soli 42 componenti, eliminando potenziali punti di perdita dell’olio grazie alla struttura ottimizzata con canali curvi e ridotti punti di connessione e assemblaggio. 

Il volo di un sogno 

Tra i tanti traguardi tecnici, c’è un progetto che Valeria Tirelli porta nel cuore come simbolo della missione aziendale: il supporto a un aspirante pilota di aerei con disabilità ad una mano. «Qualche anno fa abbiamo incontrato un ragazzo che sognava di prendere il brevetto di volo, ma che a seguito di un incidente in moto aveva perso l’uso di un braccio. Grazie alla libertà progettuale della stampa 3D, abbiamo realizzato per lui un’attrezzatura speciale che gli permettesse di azionare i comandi necessari senza dover modificare strutturalmente l’aereo». Un pezzo unico, nato dalla creatività italiana e dalla precisione del metallo additivo, che ha permesso di trasformare un limite fisico in una nuova opportunità. «Quel ragazzo ha superato l’esame e vola ancora oggi. È questo il futuro che immagino: una tecnologia che non sostituisce l’uomo, ma lo aiuta a superare i propri limiti». La sua storia è stata anche raccontata in questo video

Leggerezza intelligente 

L’innovazione di AIDRO è anche una scelta di campo ecologica. A differenza della meccanica tradizionale, che lavora “per sottrazione” asportando truciolo e sprecando materiale, la stampa 3D lavora “per addizione”. «Aggiungiamo metallo solo dove serve. È intrinsecamente più sostenibile», sottolinea la CEO. Oltre allo spreco ridotto, c’è il tema della leggerezza: componenti più leggeri rispetto ai tradizionali significano meno consumi di energia per tutto ciò che vola o si muove, innescando una catena del valore realmente “green”. 

Il talento a Taino 

Nonostante la proiezione globale, il legame con la provincia di Varese resta vitale. Valeria Tirelli punta sulla forza del progetto per attrarre i giovani: «Qui un giovane ingegnere non è un numero. Vede il prodotto nascere, lo progetta, lo vede stampare e lo testa. C’è un rapporto diretto con la materia». AIDRO collabora attivamente con scuole e università del territorio per dimostrare che l’innovazione abita anche nei piccoli centri. «La tecnologia è uno strumento, ma la “testa” resta umana. Incoraggiamo la curiosità dei nostri collaboratori, perché è da lì che nasce l’innovazione che poi esportiamo in tutto il mondo». 

Visione e futuro 

Guardando al domani, Valeria Tirelli vede nell’Intelligenza Artificiale una nuova alleata per la progettazione digitale. L’obiettivo rimane lo sviluppo sostenibile guidato dalla passione. «Essere imprenditrice significa dare una traiettoria, una visione condivisa che trascini tutti. Non lavoriamo solo per lo stipendio, ma per dare un contributo alla comunità e all’ambiente. Il Made in Italy deve evolversi in un “saper fare digitale” che crei vantaggi concreti per l’essere umano». 

 

 

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