Focus Paese: Giappone

Il 24 novembre si è svolto a Milano un incontro sui rapporti tra Italia e Giappone, tenuto da Jetro (Japan external trade organisation) da ITA (Italian trade agency).

Il Giappone è la 3^ economia mondiale con il PIL di 534.5 miliardi di yen e ha un’ottima reputazione come partner economico e investitore, oltre a essere considerato un “mercato sofisticato” e il “centro delle tendenze in Asia”.

Anche se a un primo sguardo il Giappone può sembrare distante sia geograficamente che culturalmente, ormai l’utilizzo della lingua inglese è ampiamente diffuso e il Giappone si è molto aperto all’occidente negli ultimi anni, semplificando anche la burocrazia, inoltre come in Italia vengono organizzati eventi culturali sulla cultura giapponese, lo stesso accade in Giappone per conoscere meglio l’Italia.

Come sappiamo il Made in Italy è sinonimo di qualità, ricercatezza e bellezza, non solo per i settori che ci contraddistinguono (fashion, food e automotive) ma anche per settori con un maggior livello tecnologico e a valore aggiunto come quello farmaceutico, di prodotti chimici e di strumenti di precisione.

Invece il Made in Japan è sinonimo di innovazione, tecnologia e ricerca e sviluppo, e i loro settori focus sono quelli degli apparecchi elettronici e meccanici, automotive, farmaceutico e chimico e ICT.

L’Italia e il Giappone condividono alcuni stessi problemi:

  • La carenza di materie prime
  • Catastrofi naturali come terremoti, alluvioni e smottamenti
  • L’invecchiamento della popolazione

Queste comuni difficoltà possono portare a una cooperazione su più fronti, anche se le ultime elezione del Presidente degli Stati Uniti pone molte incognite.

Il Giappone è un paese in continua evoluzione, per incrementarne la crescita sono state migliorate alcune riforme strutturali che prevedono:

  • Liberalizzazione del mercato dell’elettricità al dettaglio
  • Un più rapido approvvigionamento di medicinali
  • Essere entrati a far parte del TPP
  • Miglioramento delle infrastrutture
  • Maggiore competitività del settore agricolo

Perché investire in Giappone?

  • E’ un “mercato sofisticato”, ciò vuol dire che i consumatori giapponesi sono molto esigenti e riscuotere successo in questo mercato vorrebbe dire riscuoterlo nel resto del mondo.
  • E’ il centro dell’innovazione. Il Giappone investe il 3.75% del PIL in ricerca e sviluppo e nell’innovazione tecnologica.
  • E’ al primo posto per le sue infrastrutture, infatti i suoi mezzi di trasporto sono i più efficienti al mondo.
  • E’ al primo posto per la qualità della vita, misurando anche fattori come criminalità e terrorismo.

Molti si preoccupano degli ostacoli nell’allargare il proprio business al Giappone, esso è considerato un paese dai costi troppo elevati. Era così negli anni ’90, ma i dati dimostrano che prendendo in considerazione ad esempio il settore immobiliare, gli affitti di case e uffici in Giappone supera di poco i costi di Milano, rimando più bassi di Parigi e Londra. Un ulteriore preoccupazione sono le barriere al commercio, ma negli ultimi anni molte agevolazioni hanno aiutato aziende straniere a entrare in questo mercato.

Rispetto all’anno scorso l’export italiano verso il Giappone è salito del 17% e l’import del 12,9%, una crescita record e che fa ben sperare per il futuro.

Investimenti

Il Giappone ha investito 3.2 miliardi di euro nel nostro paese contro gli 0.9 miliardi che ha investito l’Italia.

Nello specifico il Giappone ha investito in:

  • Smart grids elettrici (insieme di una rete di informazionee di una rete di distribuzione elettrica in modo tale da consentire di gestire la rete elettrica in maniera “intelligente”) di cui l’Italia è diventata leader.
  • Sviluppo di risorse dell’energia rinnovabile, garantendo incentivi senza restrizioni agli investitori stranieri.
  • Prodotti farmaceutici e bio e nano tecnologie
  • ICT e strumenti elettromedicali

Il Giappone rappresenta il 3% della popolazione di tutta l’Asia, ma il 50% per la richiesta e consumo di prodotti retail.

Sono stati previsti incentivi per attrarre ulteriori investimenti in Italia:

  • Crediti d’imposta per supportare le aziende e migliorare la loro competitività
  • Semplificazione della burocrazia e nuovi legislazioni con il Jobs Act
  • Designazione di una corte per risolvere le dispute che coinvolgono gli investitori
  • Incentivi per gli investimenti diretti al Sud Italia nei settori del manifatturiero e di ricerca e sviluppo
  • Industria 4.0: incentivi per la rivoluzione digitale

 

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